“MI JULIO VERNE” - “MI JULIO VERNE”
58 minuti (2005)

SINOSSI :

Questo omaggio che fa Guzmán all’ex presidente del Cile ci ricorda il sogno bellissimo che visse la sua generazione (dove politica e utopia erano sinonimi). L’opera è diretta. Non ci sono informazioni esplicative o dimostrative, ma offre uno spazio di riflessione umana, personale e storica. Il risultato è un film molto bello. “Salvador Allende” ha registrato 120.000 biglietti venduti in Francia per un totale di 34 copie in 5 mesi (da settembre a gennaio 2005). È stato rappresentato nelle sale di: Belgio, Spagna, Svizzera, Grecia, Messico, Austria, Italia, Canada, Argentina, Uruguay e Cile (50.000 spettatori).

BREVE SCHEDA TECNICA:

Realizzazione, sceneggiatura: Patricio Guzmán
Assistente: Camila Guzmán
Immagini: Jacques Bouquin
Suono: André Rigaut
Montaggio: Eva Feigeles
Musiche: Jorge Arraigada
Consulente artistico: Renate Sachse
Produttore delegato: Dominique Barneau
Casa di produzione: Ex Nihilo per ARTE.
Supporto per le riprese: DVCam
Supporto definitivo: DVD e Beta Pal.

CRITICA:

“Fin dai tempi di Durero, Rembrandt o Van Gogh si sa che ogni ritratto è anche un autoritratto più o meno truccato. Ciò vale sia per la pittura che per la letteratura: si è convinti di parlare d’altro e non si fa altro che parlare della stessa cosa. L’evocazione documentaristica non sfugge a questa regola curiosamente egotista: anche nelle trattazioni più scarne, essa sempre dirà qualcosa del suo autore. Per questo motivo Patricio Guzmán, più che realizzare l’ennesima biografia, ha preferito abbozzare il ritratto del “suo” Jules Verne. Quest’uomo che l’accompagnò per lunghe ore, quando era un piccolo cileno, perso nei suoi sogni e che divorava i volumi dei “Viaggi straordinari”. Oppure vicino a Carmen, la sua professoressa speciale, quando scopriva il mondo usando un atlante aperto sulle sue ginocchia. Esperienza favolosa condivisa con altri milioni di bambini lettori sparsi per il mondo intero (…). Seguendo il filo di cinque dei 62 romanzi che compongono i “Viaggi straordinari”, Patricio Guzmán parte per il ritrovo di alcuni esploratori: il pilota di mongolfiere Michel Bergounioux, l’astronauta Jean-Pierre Haigneré, l’astrofisico Hubert Reeves, lo speleologo Michel Siffre, il subacqueo André Laban (…) Laurence de la Ferrière, che attraversò da solo il Polo Sud e Jean-Luc Courcoult, direttore del teatro Royal de Luxe, che ha creato macchinari giganteschi in omaggio allo scrittore. Cosparso di immagini sontuose di paesaggi marini, terrestri o spaziali, le sue testimonianze dicono tutto quello che si deve a quest’opera affascinante”.

Les Inrockkuptibles, Natalie Dray, 18-12-06

“Quando era un bambino, il regista cileno Patricio Guzmán rimase molto colpito dalla lettura di “Cinque settimane in pallone” (…). Il film si sviluppa in questo modo: intrecciando i ricordi d’infanzia di Guzmán e gli aneddoti di uomini e donne che erano stati segnati anch’essi dall’opera di Verne (…). In questo caso le disgregazioni si assaporano più di un viaggio straordinario. Questa è una passeggiata divertente, oltre che essere allo stesso tempo una riflessione, una contemplazione. Un grande omaggio a Jules Verne”.

TELERAMA, Marc Belpois, 18-12-06

“Dal Cile all’Africa passando per il Polo Sud, Patricio Guzmán fa in modo che anche noi possiamo condividere il suo entusiasmo per Jules Verne. Un viaggio straordinario arricchito da incontri con avventurieri che incarnano lo spirito dello scrittore (…). Ognuno di loro, associato a uno dei romanzi dell’autore, ci consegna la propria esperienza di lettore di Jules Verne (…). Il suo documentario è cosparso di immagini splendide – dello spazio, di grotte, di fondali marini, del Polo Sud, di vulcani cileni - …che, alternate ad incisioni, illustrano l’universo di Jules Verne. Si può fare un omaggio migliore a quest’uomo oltre che mostrare che lo spirito che animò le sue opere è più vivo che mai?”

Arte Magazine N° 51, 2006